Home
Chi siamo
Progetti
Adozioni a distanza
News
Eventi
Album fotografico
Il Burundi
Lo statuto
Come collaborare

Il dispensario da ristrutturare

E-mail Stampa PDF
39_thumbNel mese di luglio 2009 Ugo Martino e l’Ing.Bruno Fabrizio hanno visitato Mubuga, località particolarmente isolata e bisognosa di tutto, di cui aveva già parlato il Vescovo Mons.Venant Bacinoni nella sua visita ad Isernia. Sapevamo dei grandi disagi di questa zona, ma i due viaggiatori non si aspettavano tanto.
Ugo ce la descrive così nel suo diario:

La "passeggiata" a Mubuga è durata 6 ore; un breve percorso in fuoristrada, il resto a piedi. Si sale verso i 2000 metri dai 1800 di Bururi, da dove siamo partiti.  Attraversiamo un pezzo di foresta con alberi di alto fusto tra liane, eucalipti, pini e fitta vegetazione. Si vedono scoiattoli dalla lunga coda, mentre le scimmie, spaventate dai rumori, fuggono velocemente. Qua e là piccole sorgenti di acqua limpida che donne e ragazzi raccolgono in taniche di plastica che poi sistemano sulla testa con perfetto equilibrio.

Lungo la strada ammiriamo numerose varietà di fiori alti fino a due metri e bellissime specie di piccoli uccelli che volano tra i banani!
Arriviamo finalmente a Mubuga, un altopiano a 2000 metri, circondato da montagne ancora più alte. Dall’alto lo sguardo spazia giù nella valle: i pendii sono ripidi, di terra rossa, coltivata a manioca, patate dolci, fagioli, piselli. Su tutte le pieghe del terreno, lungo i pendii, ci sono bananeti e manghi.

Brillano sotto il sole cocente di luglio i tetti di lamiera delle capanne sparse in tutte le valli intorno a Mubuga e si sentono già le voci dei bambini, tanti!
Non ci sono strutture funzionanti, tranne degli edifici incompleti per inerzia del governo o per mancanza di fondi; dovevano essere un dispensario, l’alloggio per due infermiere, i bagni e la cucina.
Arriviamo giù nella valle e di colpo ci vediamo circondati da schiere di bambini e ragazze con i fratellini dietro la schiena. Poi arrivano, a gruppi, gli adulti, incuriositi dalla nostra presenza. Ci guardano quasi a scrutarci, ma poi don Onesiphoro spiega cosa siamo andati a fare e allora ci elargiscono sorrisi e parole di benvenuto che noi non comprendiamo: Amachi, Maramutzè, Amahoro (Come stai, benvenuto in pace mio amico di lontano).
Bruno controlla gli edifici da ristrutturare, prende le misure necessarie  e fa un resoconto degli interventi di cui necessitano: tetti, porte, finestre, servizi igienici, pavimento; in un altro edificio: la cucina per i degenti, l’alloggio per due infermiere.
Naturalmente bisognerà portare l’energia elettrica (fotovoltaica) e l’acqua. Ci arrampichiamo sui fianchi ripidi della montagna accompagnati da un uomo che sa che a 800 metri c’è una piccola sorgente (5 litri al minuto). Utilizzeremo quella, è la più vicina.
Nelle valli di Mubuga vivono 15.000 persone o anche più (nessuno le ha censite, non interessano a nessuno) la maggior parte donne e bambini. Le donne sono molto attive, lavorano duramente con i bambini piccoli dietro la schiena. Per portare i prodotti al mercato di Bururi percorrono 15 Km a piedi, di cui parecchi in salita.
Per chi sta male è impensabile arrivare all’ospedale più vicino, per cui la mortalità è alta.
Il dispensario che abbiamo intenzione di ristrutturare e dotare di tutto quanto occorre per farlo funzionare è, dunque, indispensabile.
La gente sa che dovrà collaborare: non esistono strade e tutto dovrà essere trasportato a spalla.
Siamo sicuri che noi e loro ce la faremo.
Per visionare la relazione al progetto, clicca qui.

 

 

 


Ultimo aggiornamento Sabato 20 Marzo 2010 00:27